UNO STRANO PAESE

UNO STRANO PAESE



Tante persone e tanta è la prole,
tante anime di ben poche parole,
tempo non hanno per dialogare,
ma hanno sol tempo per criticare.

Non hanno voglia di progredire
per l’innata paura di regredire.
Il nuovo è reietto, quasi disprezzo,
ed il vecchio si tiene a caro prezzo.

Solo il giovane lontano s’en fugge
e da questo gran ristagno rifugge,
per altri siti a cercar, volendo trovare
il nuovo più aperto, ch’è da gustare.

Invece l’anziano rimane a guardare,
perché ritiene non bisogna mollare.
Scudo si faccia al nuovo che avanza,
sarebbe un disastro! Che tracotanza!


D. Ventre

MOTO PERPETUO

MOTO PERPETUO


Rimiro dell’onda, allo scoglio, il rumoroso frangersi
o la cheta risacca che la sabbia alla battigia mischia.
Noto il dolce stormir di fronde o dei rami il flettersi,
laddove zeffiro consola o maestrale rinforza e fischia.

Alzo al ciel lo sguardo e penso degli astri il moto.
Muovonsi i pianeti tutti e le galassie con le stelle.
Persino il tempo, di noi governo ed a noi non noto,
muovendosi s’espande e tutto abbraccia come pelle.

E so di microcosmo, di molecole, di atomi e protoni.
Vi son dinamiche forze di attrazione e repulsione.
Ci sono ioni, correnti, orbite d’elettroni, luce e fotoni.
Il tutto fermo appare ma è in celata costante agitazione

Intorno guardati! Osserva il cielo, la terra, l’aria, il mare.
Ovunque ripetesi la storia: non c’è quiete, non c’è riposo,
nemmeno nell’infinitesimo elemento che puoi scrutare.
Tal è il perpetuo moto che, pur palese, a molti è ascoso.



D.Ventre

COSCIENZA

COSCIENZA



Peregrinando per l’etereo immenso spazio,
m’imbattei in una iperlucente stella.
Dalla sua luce inondato e giammai sazio,
ad essa di me offrii parte più bella.

Or brillo anch’io di sua luce riflessa,
ma ancor da essa attratto, io l’agogno
e pazzie faccio e nei pensieri è ressa,
chè inconscio, immenso n’è il bisogno.

Sveglia sognatore! Le stelle son lontane,
sono amiche, sono care, ma sono stelle!
Apri gli occhi e non sognare le campane,
così le cose, di nuovo, rivedrai più belle.



D. Ventre

IL COMPUTER

IL COMPUTER


Scema macchina elettronica,
ha memoria e non sa niente,
ha l’hard disk con tanti Giga
ed il floppy con qualche Mega.
Non è giudice ma processa
il bit, il byte, il campo, il record.
Sol conosce lo zero e l’uno,
ma d’ogni tipo poi da numeri.
In tante lingue legge e scrive
e fa disegni e bei progetti.
L’acqua teme, eppure naviga
stando in rete come un pesce.


D.Ventre

VITA ….IN RITARDO

-
E’ nato, è nato,che gioia! E’ nato, è nato!
E’ tutta una festa per questo bambino,
da tanti lustri voluto ed infine arrivato,
ed ora è smarrito e sembra un pulcino.

Ha gli occhi castani, è proprio carino
e cerca la mamma ché la vuole toccare.
E’ ancora sfinito e piange un pochino,
ad essa si stringe per non farsi staccare.

Scorrono i giorni e vedi il tempo passare.
Il bambino è cresciuto e adesso è scolaro.
La mamma è contenta del suo avanzare
e spera che il figlio sia domani un notaro.

Studia il rampollo e le costa tanto denaro.
La mamma è giuliva, s’impegna e fatica,
sperando che il tempo non riservi l’amaro
e la vita contenga un tantino più aprìca.

Per mamma, che sempre è stata un’amica,
il tempo è volato, quasi come per gioco.
Il capello è imbiancato ed una ruga pudica
s’affaccia al suo viso, gravandolo un poco.

Terminata è la scuola e con alito fioco,
il neo dottore sussurra: finalmente è finita!
La mamma lo guarda ma capisce ben poco,
il tempo è finito e nel figlio continua la vita.


D.Ventre