Vorrei, per via, respirar antichi olezzi
che l’aere mattutina a tutti un dì elargiva:
del tiglio il profumo, e del ciclamino,
e d’ogni fior che il verone adornava.
Invece ora di rado per strada cammino
e quest’aria pesante respiro a fatica.
Rombo di motori ed aria grigiastra,
di macchine un serpente inquinante.
Euro uno, due, tre e via dicendo,
revisioni infinite e bollino blu:
sol di tasse si tratta e poi niente più!
Purtroppo, in auto anch’io, inquino pur io.
Da fuori, dei bei fiori gli odori non sento,
ma in auto m’illudo d’averli raccolti
se di Pandora al vaso infin tolgo il tappo.
Ahime! Son proprio demente!
L’aria deodora con questi strani profumi,
ma riesco a capire ch’è tutta finzione?
D.Ventre
Iscriviti a:
Post (Atom)
