Una stella nell’incerto atro vagar di pazienti,
da infido funesto male assaliti e aggrediti.
Un’oasi tranquilla per stanche carovane.
Un faro nella notte di un mare in tempesta,
ove l’instabile barca, convinta, punta sua prora.
Angeli bianchi t’aspettan con dolce sorriso,
che ìmpari lotta ingaggiando col male crudele,
vita ti danno e t’aiutano poi a portar la tua Croce.
D.Ventre
(dedicato al personale dell'Istituto Europeo di Oncologia)
LIBERO ARBITRIO
A Te, mattutino il mio saluto Signore.
Pe’l nuovo giorno e per quelli datimi
Ti ringrazio, ed ancor a Te un grazie
per quanto in abbondanza datomi,
e che a me disagio crea, e pur vergogna,
se di miei simili vedo traversar di vita stenta.
Signore, un vecchio ho visto senza gambe,
ho visto un ragazzo con una mano sola,
ho visto l’uomo senza cibo e senza casa,
ho visto l’uom che uccide suoi fratelli,
ho visto il pianto disperato di una mamma,
ho visto…., ho visto…., ho visto…….,
ma la nostra vita non era divin eccelso dono?
Ed or rifletto ed aspetto che Tu dia alta risposta.
T’ho sentito infin Signore: la vita è sol l’istante
nell’eterno tempo. Fan parte d’essa: la gioia,
il dolor, la morte ma pur lo libero arbitrio.
D.Ventre
Pe’l nuovo giorno e per quelli datimi
Ti ringrazio, ed ancor a Te un grazie
per quanto in abbondanza datomi,
e che a me disagio crea, e pur vergogna,
se di miei simili vedo traversar di vita stenta.
Signore, un vecchio ho visto senza gambe,
ho visto un ragazzo con una mano sola,
ho visto l’uomo senza cibo e senza casa,
ho visto l’uom che uccide suoi fratelli,
ho visto il pianto disperato di una mamma,
ho visto…., ho visto…., ho visto…….,
ma la nostra vita non era divin eccelso dono?
Ed or rifletto ed aspetto che Tu dia alta risposta.
T’ho sentito infin Signore: la vita è sol l’istante
nell’eterno tempo. Fan parte d’essa: la gioia,
il dolor, la morte ma pur lo libero arbitrio.
D.Ventre
CHI SONO IO ?
Vedo dell’alba il fiorir, al divenir del giorno,
ove lento di rosa s’accende il fulvo orizzonte.
In tanto splendore cogito di mia presenza il senso:
son un granello e stordito per tanta importanza.
Il mio piccolo mondo, d’infinitesimi mondi albergo,
in altro più grande convive, e così in infinita catena
finchè spazio e tempo, ballando, in zero si fondono.
Son io di divin privilegio bersaglio o son solo io
che millanto per vero dell’inconscio il desir?
D.Ventre
ove lento di rosa s’accende il fulvo orizzonte.
In tanto splendore cogito di mia presenza il senso:
son un granello e stordito per tanta importanza.
Il mio piccolo mondo, d’infinitesimi mondi albergo,
in altro più grande convive, e così in infinita catena
finchè spazio e tempo, ballando, in zero si fondono.
Son io di divin privilegio bersaglio o son solo io
che millanto per vero dell’inconscio il desir?
D.Ventre
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