BUCO NERO

Un turbinar di masse accecanti,
in mille centripete orbite roteanti,
al punto di centro s’addensan
ed a bosonica norma s’adeguan.

Collassa ahimé splendida stella,
d’ultimo fugor ancor più bella.
Annichilendo s’ingravida di scorie
e asconde gemme d’antiche storie.

Pian piano sen va mesta donzella;
di lume intravedo sol piccola cella.
Rispettoso, sidereo buio s’avanza,
d’atro infinito non di luce speranza.

D.Ventre

E' SERA

Nugoli bigi all’orizzonte s’addensan copiosi.
Inquieto il vento t’avvolge e forte ti scuote;
vorresti fermarlo, ma ahimé non si puote.
Scappa, se puoi, va nei tuoi labirinti virtuosi.

La procella che giunge, dentro poco ti tange.
In ogni tua piccola opera apprezza il candor,
rara virtù ch’a molti è biasimo e forte stupor.
Tranquillo procedi dei giusti in sana falange.


D.Ventre

BUROCRAZIA

Gelida sagoma umana, alla scrivania seduta.
Risme di canuti fogli dal tempo ingialliti,
in grigi faldoni di preci e d’appunti farciti.
La disillusa gente ch’ormai si sente perduta.

Annaspa la logica e muore in tanto lordume.
Mani protese a supplicar sacrosanti diritti,
sorda, ebete sagoma, calpestante gli afflitti.
Di luce spiraglio, nemmeno finto un barlume!


D.Ventre