Un turbinar di masse accecanti,
in mille centripete orbite roteanti,
al punto di centro s’addensan
ed a bosonica norma s’adeguan.
Collassa ahimé splendida stella,
d’ultimo fugor ancor più bella.
Annichilendo s’ingravida di scorie
e asconde gemme d’antiche storie.
Pian piano sen va mesta donzella;
di lume intravedo sol piccola cella.
Rispettoso, sidereo buio s’avanza,
d’atro infinito non di luce speranza.
D.Ventre
