
Molti pensano che le stagioni e l’irradiazione solare avvengono perché la Terra, nella sua orbita, avvicinandosi al sole venga riscaldata ed allontanandosene ne subisca il raffreddamento.
Nella realtà le cose stanno diversamente, perchè ciò che determina l’avvicendarsi delle stagioni, con le conseguenti variazioni termiche, va imputato solo ed unicamente all’inclinazione dell’asse terrestre che non è perpendicolare al piano dell’orbita ma è inclinato di ben 23,5°.
Questo fatto, genera uno strano fenomeno, quasi di geometria virtuale, che rimane difficile da spiegare, a meno che non ci si aiuti con adeguata grafica.
Infatti, nonostante che l’inclinazione della terra, rispetto alla perpendicolare del piano dell’orbita rimanga constante a 23,5°, ci si accorge che per un effetto puramente geometrico, è come se essa variasse pian piano l’inclinazione, nel percorrere la sua orbita, annullandola del tutto nella parte centrale ed invertendola fino al massimo negativo di altri 23,5° nella direzione opposta.
In questo contesto, è come se la terra avesse una finestra chiusa, rivolta verso il sole, che a partire dal 22 dicembre, comincia ad aprirsi lentamente, fino a raggiungere l’apertura massima il 21 giugno (Estate). Invece dal giorno successivo comincia poi a richiudersi lentamente fino alla completa chiusura del 21 dicembre (Inverno).
Da quanto detto, si capisce che l’irradiazione solare cominciata già dal 22 dicembre, sarà massima al 21 giugno, ma gli effetti del caldo, per una inerzia termica, si sentiranno maggiormente nei due mesi successivi (luglio e agosto). Tutto ciò, nonostante che già dal 22 giugno la radiazione cominci a decrescere.
Fisicamente, l’inclinazione dell’asse terrestre fa sì che la terra si trovi inclinata verso il sole in estate e quindi i raggi solari sono più diretti e perciò più forti, mentre in inverno essa sarà inclinata dalla parte opposta al sole ed i raggi solari saranno obliqui e meno consistenti.
Ovviamente stiamo parlando degli emisferi terrestri, i quali ricevono la maggiore o minore radiazione in fase alterna, per cui se nell’emisfero boreale fa caldo, in quello australe fa freddo e viceversa. Analogamente, se al Polo Nord c'è la luce per sei mesi, al Polo Sud c'è il buio per sei mesi. E così tutti gli altri fenomeni che si riscontrano in un emisfero, saranno presenti nell'altro ma di sostanza opposta.
Nella grafica iniziale è possibile notare l'illuminazione alterna dei Poli terrestri ed ovviamente la radiazione minima e massima dei due emisferi.
D. Ventre